Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde

E’ incredibile come, specie ultimamente, si trovino online sempre più ricerche rivolte a un tipo molto particolare di figura professionale: il “robot della comunicazione”.

Mai sentito nominare? Può darsi, dato che questa espressione non è altro che il frutto della mia fantasia ma, bada bene, tutto quello che io lego a questo nome è assolutamente reale.

Durante le riunioni con i miei colleghi di Neavision, spesso ci siamo trovati a rievocare questa mitica figura appartenente al mondo della comunicazione, non senza sorrisini di scherno e di incredulità. Si tratta di un essere all’interno del quale possiamo assistere alla manifestazione di tanti altri esseri, come in un caso di possessione demoniaca. Vi troviamo il web designer, il social media marketer, lo sviluppatore piuttosto che un digital marketing specialist, poi magari anche un art director. L’unica figura che, per ora, abbiamo notato non abbia avuto la possibilità di accesso è il copywriter, meno male.

Dove appare il “robot della comunicazione”?

Ebbene, per arrivare al sodo, questo personaggio quasi mitologico è apparso in diverse inserzioni, nelle quali io e i miei colleghi spesso ci imbattiamo. Questi annunci di lavoro sono pubblicati da aziende che bramano per trovarlo e averlo come trofeo:

Le personalità folli in fondo a ben pensarci possiedono sempre un grande “appeal” non è vero?

Il robot della comunicazione può esistere nella realtà?

In altre parole è possibile ottenere da un professionista il lavoro di almeno cinque? Ti rispondo con un’altra domanda: cercheresti un’unica persona che sia in grado di trovarti un terreno da acquistare, operare da intermediario tra te e il venditore e farti da notaio? E poi anche costruire la tua casa, fare l’impianto elettrico, quello idraulico? E ancora dopo allestirti un impianto fotovoltaico, redigerti tutti i documenti da presentare in comune per i permessi e, infine, arredarti la casa?

Sarebbe ridicolo, vero? Eppure una cosa simile accade proprio con il nostro “robot della comunicazione”. Tale personaggio è colui al quale parecchie aziende affiderebbero tutto il lavoro di professionisti con diverse competenze nella convinzione di avere gli stessi risultati. Ma, in conclusione, cosa dovrebbe portarci a pensare tutto ciò? E’ possibile che esistano delle aziende i cui amministratori, o reponsabili del marketing, non percepiscono l’irrealtà della loro richiesta?

Io onestamente non me ne capacito, o meglio, temo che la risposta stia nell’illusione, da parte di noi professionisti, di incontrare  serietà e competenza in tutti i nostri interlocutori. O quantomeno di incontrare tali qualità nella stessa misura in cui noi siamo disposti a offrirle.

foto di Jonny Lindner, Olga Folomeeva