Nuovi concetti chiave

Nell’articolo precedente abbiamo visto come il piano editoriale per una pagina aziendale su Facebook non può essere frutto di improvvisazione. I contenuti vanno realizzati in maniera strategica, devono essere coerenti con la propria brand image, in linea con gli obiettivi di marketing prefissati e con i pubblici target di riferimento. Per aiutarvi a comprendere meglio l’importanza della pianificazione ho identificato alcune parole chiave per me sempre valide quando parliamo di content strategy.

Le 3 keywords che abbiamo analizzato insieme nello scorso appuntamento sono state: #Continuità #Creatività e #Diversificazione.

Proseguiamo oggi con altri 3 concetti che voglio mettere in evidenza. Troverete consigli utili per chi vuole cimentarsi nella gestione di una pagina Facebook per la propria attività, ma anche per chi vuole intraprendere il lavoro di social media manager.

#Testare 

Non credere mai di conoscere alla perfezione il tuo pubblico, le sue aspettative e le sue esigenze.

Capita spesso, infatti, che per il tuo target funzionino contenuti o formati diversi da quelli che ti potevi immaginare. Il consiglio, soprattutto all’inizio, è di testare ripetutamente, provare più soluzioni possibili fino a trovare la giusta sintonia con la community di riferimento.

L’importante è mantenere nel piano editoriale una giusta coerenza con la propria identità di brand: inutile proporre contenuti, messaggi e linguaggi non in linea con la tua realtà.

#Storytelling

Altro termine di cui negli ultimi anni si è sentito tanto, forse troppo, parlare.

Il racconto è davvero così centrale nella comunicazione contemporanea? La risposta è molto semplice: assolutamente sì.

Basta guardarsi intorno, sia offline che online: siamo letteralmente invasi da “storie”, suggestioni e vissuti. Nelle affissioni pubblicitarie, negli annunci stampa, nelle inserzioni online, negli spot in tv o nei profili dei social media: dappertutto troviamo racconti ed esperienze immersive.

Ma cosa va raccontato? Le storie vendono? Queste sono domande che spesso mi vengono rivolte. Proviamo a rispondere. Un racconto che funziona deve essere coinvolgente, stimolante, deve suscitare attenzione, accendere interesse. Altrimenti è cronaca, è informazione o mera pubblicità.

Deve giocare sulle emozioni, sulla potenza evocativa di immagini e video, su testi che creino engagement, sulla natura episodica/seriale. E anche sulla transmedialità, cioè la possibilità di svilupparsi su più media, dal sito web ai social passando per la stampa o la radio. Quando la storia diventa esperienza positiva, un beneficio per l’utente, allora vuol dire che sta funzionando a livello commerciale. 

Occorre tenere sempre in considerazione lo storytelling nella nostra programmazione editoriale, sia per raccontare qualcosa della nostra attività, sia per creare esperienze di vendita. Pianifichiamo la realizzazione di stories su Instagram, Facebook, Messenger e WhatsApp.

#Visual

La comunicazione oggi è sempre più iconica, lo strapotere delle immagini e dell’audiovisivo è evidente in tutti i canali.

I social media non fanno eccezione, anzi la crescita esponenziale di Instagram è la testimonianza più palese di questa realtà.

Eppure qualcuno sembra non essersene accorto e continua a produrre contenuti con prevalenza testuale o con immagini di scarsa qualità.

Evitate di incorrere in questo errore quando progettate il vostro piano editoriale, date sempre valore alla dimensione visual dei vostri post.

Se avete un minimo di dimestichezza con l’editing di immagini e video esistono molti strumenti gratuiti online che si possono utilizzare in maniera rapida e intuitiva. Il mio consiglio è comunque quello di valorizzare questi contenuti avvalendosi di un grafico, soprattutto quando essi sono destinati ad essere sponsorizzati. 

Foto di Gerd Altmann da Pixabay